CASTELLO SABATINI
Il Castello Sabatini è' una bella residenza gentilizia arricchita e difesa da quattro imponenti torrioni angolari. Si erge sul fianco dell'altura di Madonna d'Itria che sovrasta l'abitato di Cirò Marina. Edificato probabilmente nel V secolo sarebbe stato in uso ai feudatari che governarono sul territorio cirotano e che vivevano abitualmente nel castello di Cirò. Il nome originale "Villa Alice" o "Palazzo Alice" sarebbe stato sostituito nel tempo dal nome della famiglia che lo acquistò nel 1845, dopo l'eversione della feudalità e che ancora lo abita. La tradizione popolare ha tramandato una leggenda sul castello Sabatini secondo la quale l'imperatore Costantino, approdato sulla costa calabrese e affascinato dalla bellezza del luogo, avrebbe deciso di costruire qui la sua dimora. Avviati i lavori, una serie infinita di intoppi ne impedirono per anni la realizzazione. Frustrato, l'imperatore avrebbe confidato un giorno il suo rammarico ad un vecchio viandante il quale avrebbe consigliato a Costantino di sacrificare una giovinetta del luogo per sconfiggere la sfortuna. La scelta cadde sulla bella Lusitania. La credenza era tanto radicata che nel 1545 Don Abenante, fece abbattere un muro nel punto in cui la povera ragazza sarebbe stata tenuta segregata per sempre.

MERCATI SARACENI
I Mercati Saraceni sono testimonianza di un lungo periodo storico condizionato dal terrore delle scorrerie saracene. Le orde arabe, alle quali nel XVI secolo succedettero quelle turche, conseguenti all'espansionismo ottomano nel Mediterraneo, costrinsero ottomano nel Mediterraneo, costrinsero le popolazioni della costa calabrese ad abbandonare i litorali insicuri per rifugiarsi nei villaggi dell'entroterra arroccati su alture dai fianchi ripidi, circondati da gole e burroni, serrati tra possenti mura e protetti spesso da un castello. A protezione delle coste, furono edificate le torri d'avvistamento. Due sopravvivono ancora a Cirò Marina: la Torre Nuova e la Torre Vecchia. Quest'ultima, più antica ma meglio conservata, risalirebbe al IX secolo; fu eretta su un formidabile punto d'avvistamento: il promontorio di Madonna di Mare. La Torre "Nova", invece, per richiesta del feudatario di Cirò, Vespasiano Spinelli, fu edificata a protezione della zona a sud di Cirò Marina, nel 1596; lo attesta un documento che rivela la volontà del viceré spagnolo D'Alcalà di potenziare il sistema difensivo nella Calabria Ultra e Citra con nuove torri, tra le quali una ed il restauro di quelle preesistenti. L'esigenza era esplosa prepotente dopo le rovinose incursioni subite dal territorio. Per la copertura delle spese, fu imposta una forte tassazione a tutte le Università (Comuni) poste a meno di 12 miglia dalla costa; queste dovevano provvedere anche alle spese di manutenzione, per l'artiglieria al mantenimento del corpo di guardia e dei "cavallari", che avevano il compito di correre veloci e dare l'allarme ai borghi in caso di pericolo. Le due Torri di Cirò Marina hanno forma quadrangolare. La Torre nuova è peggio conservata - forse anche a causa delle truffe operate dai costruttori dell'epoca, che ricorrevano frequentemente a materiale di scarto. Non aveva un'entrata e quindi vi si accedeva solo attraverso un ponte levatoio. All'interno, il locale del piano inferiore era adibito a cucina con l'imponente camino che serviva anche per riscaldare l'ambiente d'inverno.
Oltre il profilo della torre di guardia, si protende il lembo sabbioso di Punta Alice con il faro che fa capolino dietro il complesso architettonico dei Mercati saraceni. Il nome rievoca i numerosi saccheggi subiti dalla zona ad opera dei turchi che costrinsero a sopprimere la fiera di S. Croce Qui, fino al 1818, dal 1° a 3 maggio di ogni anno, si svolgeva un grande mercato di utensili, bestiami, tessuti… che richiamava, per la vivacità degli scambi, mercanti dalla Calabria e dalla Campania.
CASTELLO di SANTA SEVERINA
Il Castello domina con la sua mole imponente la piazza di Santa Severina e tutto il paesaggio circostante. Con i suoi sotteranei intricati, le sue torri, i suoi merli, questo grandioso esempio di architettura militare conserva intatto il suo fascino e il suo mistero. Sottoposto dal 1991 al 1998 ad un'accurata operazione di restauro, è oggi uno dei monumenti meglio conservati della Calabria.E' composto da un mastio quadrato con quattro torri cilindriche poste agli angoli ed è fiancheggiato da quattro bastioni sporgenti in corrispondenza delle torri. L'area su cui si stende è di circa diemila mq.La sua costruzione (avvenuta all'epoca della dominazione normanna, XI secolo) è attribuita a Roberto il Guiscardo, il quale però dovette certamente intervenire su una fortificazione preesistente di epoca romano - bizantina.Gli studiosi ritengono che l'aria del Castello rappresentasse l'acropoli dell'antica Siberene. Gli scavi condotti durante il restaro hanno fatto emergere materiali risalenti fino all'età greca, oltre che i resti di una chiesa bizantina e di una necropoli risalente alla stessa epoca.Nel '500 il Castello subì una totale opera di ristrutturazione da parte di Andrea Carafa. Ulteriori modifiche avvennero nel corso dei secoli successivi per mano dei vari principi e feudatari che si succedettero alla guida di Santa Severina. Nel XVIII secolo, sotto i Grutther, fu abbellito con gli affreschi e le decorazioni del pittore Francesco Giordano.Nel corso del '900 divenne la sede del locale ginnasio-convitto, fatto che contribuì al suo ulteriore degrado.Oggi il Castello è sede di un museo in cui sono esposti i reperti degli scavi e altri materiali e collezioni archeologiche provenienti dal territorio limitrofo. Ospita anche il Centro Documentazione Studi Castelli e Fortificazioni Calabresi oltre a mostre d'arte, esposizioni di artigianato artistico e concerti.
 
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